Nel novembre scorso, la popolare imprenditrice aveva annunciato di aver assunto una ragazza incinta di 4 mesi. L'epilogo di quella vicenda tanto strombazzata sui social è piuttosto amaro.
adoro il fatto che da professionista tu non abbia aspettato i loro comodi per la risposta. Questo è il vero giornalismo! Il tuo articolo non è uno sputtanamento, ma una semplice descrizione dei fatti e dell'incoerenza del brand. Mai acquistato niente, ma adesso tolgo pure il follow così da non avere neanche i loro contenuti nella home. Atteggiamento RIPROVEVOLE!
Vorrei scrivere “incredibile”, ma purtroppo non lo è. Anche se del tutto legale non rinnovare un contratto, è davvero poco etico farsi pubblicità sulle spalle di chi poi lasci a casa…è vero, potrebbe non dipendere tutto da Martina Strazzer, ma lei mi ha sempre dato l’impressione di essere una “finta buona”…che amarezza e tanto coraggio e forza a Sara!
Non che avessi dubbi. Bello schifo! E, dite quello che volete, ma a me Amabile ha sempre puzzato di schifo anche con la bella faccina "pulita" della Strazzer a fare da spot su tutti i social. E reputo ancora più grave il fatto in questione perché alle belle parole non seguono i fatti: la coerenza, come dico sempre, questa sconosciuta.
Bisogna avere un pelo così, come si suol dire, per postare sui social il video di Sara in ufficio, quello del fiocco e poi lasciarla senza un lavoro. Io mi sono fatta l'idea che incinta o no la volessero tenere solo per il determinato dato che avrebbe dovuto gestire una mansione specifica e hanno valutato di sfruttare la condizione di Sara.
Al “siamo una famiglia” e “non facciamo mai subito indeterminati” bisognava girare i tacci ed andarsene.
Purtroppo in Italia il lavoro fa pena, all’estero ste due cose avrebbero già fatto drizzare le orecchie ma in questo ambiente tossico sembrano normali.
Nosense davvero, anche perché il suo rinnovo avrebbe coinciso con il suo rientro. Sono curiosa di sentire cosa risponderanno se lo faranno, io una mia idea me la sono fatta ovviamente.
Vorrei dire “il mondo è bello perché è vario”, ma purtroppo quello del lavoro non lo è.
Non ero incinta, ma mi è successa una storia simile: dopo oltre due anni di lavoro in un’azienda con contratto a tempo indeterminato, il 23 dicembre sono stata licenziata per “giustificato motivo oggettivo” legato al costo del personale. Un bel regalo di Natale per una mamma con un bimbo di 4 anni.
Poi ho scoperto che la collega con cui lavoravo è stata confermata e al mio posto hanno assunto un’altra persona.
Capisco bene Sara e quanto sia dura vedersi buttare giù dopo tanto impegno, tempo e disponibilità.
Il trattamento ricevuto è terrificante e non ci sono dubbi. In attesa dell'eventuale risposta però sarebbe stato interessante sapere dalla dipendente: 1) come mai in un momento così delicato di vita ha deciso di licenziarsi di corsa da un contratto a tempo indeterminato per passare a uno determinato? 2) le è stato assicurato che avrebbe rinnovato il contratto, ma a livello legale ne ha le prove? Poteva chiedere di verificare la possibilità di firmare prima il nuovo contratto con decorrenza dal giorno dopo la scadenza del contratto in essere, o quanto meno di scrivere una lettera di intenti in cui l'azienda si impegnava a rinnovare il contratto. Anche se di natura non vincolante poteva comunque utilizzarla per avere le prove. Poi ripeto, ciò non giustifica assolutamente il comportamento dell'azienda, ma senza prove scritte tutto questo tenderà a svanire nel nulla: l'azienda continuerà la sua operatività e la ragazza è rimasta senza lavoro.
Si è fidata perché la strazzer è una persona conosciuta, e sinceramente anch'io avrei date per buone le sue parole, quando si è così tanto visibili non pensi che poi potrebbero fare qualcosa che metta a rischio la loro immagine
1) nell'articolo lo dice, la flessibilità dell'orario lavorativo le avrebbe permesso di avere il tempo di prendere la bambina all'asilo e stare più tempo con lei. Dopodiché, possono anche esserci ulteriori motivazioni (stipendio più alto, ambiente di maggior interesse, possibilità di crescita, vicinanza della sede e chissà quante altre possibilità) che comunque in alcun modo influirebbero sul comportamento dell'azienda
2) viene specificato chiaramente all'inizio dell'articolo che il problema non sta nell'illegalità di quanto avvenuto.
Al punto uno le risposte possono essere tante. Magari pur avendo un lavoro stabile era distante da casa e sapeva che una volta rientrata a lavoro, avendo una figlia, quella distanza sarebbe stato un problema in più. Oppure lì dove lavorava non si trovava bene, o ancora non aveva orizzonte di crescita professionale o stimoli. Insomma, è vero che la logica ci direbbe “sei incinta, hai un indeterminato, resta dove sei e fine”, ma come diceva il mio maestro “con i se e con i ma, la storia non si fa”, avrà ponderato una scelta, magari anche sapendo di saper fare bene il suo lavoro e quindi non sentendosi a rischio con un determinato (anche se avesse avuto un tempo indeterminato appena assunta, è previsto un periodo di prova, durante il quale il contratto di lavoro può essere sciolto senza preavviso e senza motivazioni).
Al secondo, purtroppo anche se avesse chiesto di firmare il contratto prima, le avrebbero detto che la prassi è di firmarlo a determinato ultimato e fine. Sul versante legale le cose possono giocarsi su diversi fronti. Ad esempio, se l’HR che faceva pressioni per delle consegne mentre lei era in congedo lo ha fatto per vie scritte, sono casini per l’azienda (durante il
Scusate non conosco la storia tanto meno questa ditta, ma questo è un problema mio , naturalmente se così fosse sono indignato naturalmente dal lato umano, mentre ora dirò la solita frase da “ anziano “, ai miei tempi, anni 70, un sindacato degno di questo nome, avrebbe fatto un casino a livello nazionale, certo l’autorevolezza di Luciano Lama non te la regala nessuno , ma te la conquisti sul campo , tenuto conto difronte non avevi D’ Urso o Briatore , ma Andreotti Moro e Agnelli quello vero. Scusate .
Il problema è che qui non c’è nessuna legge violata. All’epoca c’erano più tutele per i lavoratori, adesso se uno ti vuole fregare mediamente ci riesce. E trovo veramente stressante doversi parare il c*lo in ogni interazione con colleghi e superiori
Purtroppo nulla di nuovo, nel mio caso non si tratta di maternità ma di permessi 104 per assistere mio padre che è stato investito e diventato disabile al 100%. Cosa ovviamente inaccettabile per qualunque datore di lavoro. Nonostante risultati positivi tangibili e misurati, continuo a subire mobbing, pur cambiando lavoro, anche in ambienti che si professano "etici e di valore" a colloquio, ma poi si rivelano tossici come tutti. Ad oggi la mia conclusione è che sono tutti uguali, mi auguro un giorno di poter cambiare idea.
Che brutta storia per questa povera donna che ha lasciato un posto di lavoro stabile per essere assunta sostanzialmente come stunt pubblicitario. Sembra anche che sia stata abbastanza manipolata da loro, l’hanno illusa che fossero tutti amiconi quando le stavano preparando la porcata, e sono persino riusciti a convincerla che non sa fare il suo lavoro. L’atteggiamento di questa influencer e della sua azienda sembra ben rodato, sembrano tutti complici e viene il dubbio che lo abbiano già fatto con stagisti vari e abbiano “semplicemente” replicato con una donna incinta, che evidentemente per loro vale quanto uno stagista, se non meno, indipendentemente dalla sua esperienza. Dato che sono all’inizio della mia carriera lavorativa, mi porto a casa questa lezione: quello che fa fede è il contratto, non le promesse dette a parole. Anche se sembrano tutti simpatici e carini, finché non c’è il contratto le promesse valgono zero.
Successo anche a me: lascio il mio lavoro a tempo indeterminato per un posto più vicino a casa e con stipendio migliore ma a tempo determinato di 6 mesi perché l’azienda assumeva i nuovi con contratti di 6 mesi e poi rinnovo con l’indeterminato. Durante i colloqui ho ribadito più volte che lasciavo una sicurezza e loro hanno sempre detto che non c’erano problemi, che erano persone serie, ecc..
Passati i 6 mesi mi lasciano a casa dicendomi che non c’era budget per il rinnovo, e che si aspettavano altro da me.
Poi ho scoperto che hanno assunto una stagista senza laurea, per pagarla 1/3 rispetto a me.
Ho passato 6 mesi a casa in disoccupazione molto triste, avvilita e mi sentivo inutile in un mondo del lavoro che non mi voleva, perché essere donna, avere 30 anni e cercare lavoro fa veramente schifo.
adoro il fatto che da professionista tu non abbia aspettato i loro comodi per la risposta. Questo è il vero giornalismo! Il tuo articolo non è uno sputtanamento, ma una semplice descrizione dei fatti e dell'incoerenza del brand. Mai acquistato niente, ma adesso tolgo pure il follow così da non avere neanche i loro contenuti nella home. Atteggiamento RIPROVEVOLE!
Vorrei scrivere “incredibile”, ma purtroppo non lo è. Anche se del tutto legale non rinnovare un contratto, è davvero poco etico farsi pubblicità sulle spalle di chi poi lasci a casa…è vero, potrebbe non dipendere tutto da Martina Strazzer, ma lei mi ha sempre dato l’impressione di essere una “finta buona”…che amarezza e tanto coraggio e forza a Sara!
Non che avessi dubbi. Bello schifo! E, dite quello che volete, ma a me Amabile ha sempre puzzato di schifo anche con la bella faccina "pulita" della Strazzer a fare da spot su tutti i social. E reputo ancora più grave il fatto in questione perché alle belle parole non seguono i fatti: la coerenza, come dico sempre, questa sconosciuta.
Bisogna avere un pelo così, come si suol dire, per postare sui social il video di Sara in ufficio, quello del fiocco e poi lasciarla senza un lavoro. Io mi sono fatta l'idea che incinta o no la volessero tenere solo per il determinato dato che avrebbe dovuto gestire una mansione specifica e hanno valutato di sfruttare la condizione di Sara.
Al “siamo una famiglia” e “non facciamo mai subito indeterminati” bisognava girare i tacci ed andarsene.
Purtroppo in Italia il lavoro fa pena, all’estero ste due cose avrebbero già fatto drizzare le orecchie ma in questo ambiente tossico sembrano normali.
Sostanzialmente non piaceva al nuovo CFO.
Deplorevole, non si gioca con la vita delle persone.
Nosense davvero, anche perché il suo rinnovo avrebbe coinciso con il suo rientro. Sono curiosa di sentire cosa risponderanno se lo faranno, io una mia idea me la sono fatta ovviamente.
Vorrei dire “il mondo è bello perché è vario”, ma purtroppo quello del lavoro non lo è.
Non ero incinta, ma mi è successa una storia simile: dopo oltre due anni di lavoro in un’azienda con contratto a tempo indeterminato, il 23 dicembre sono stata licenziata per “giustificato motivo oggettivo” legato al costo del personale. Un bel regalo di Natale per una mamma con un bimbo di 4 anni.
Poi ho scoperto che la collega con cui lavoravo è stata confermata e al mio posto hanno assunto un’altra persona.
Capisco bene Sara e quanto sia dura vedersi buttare giù dopo tanto impegno, tempo e disponibilità.
Il trattamento ricevuto è terrificante e non ci sono dubbi. In attesa dell'eventuale risposta però sarebbe stato interessante sapere dalla dipendente: 1) come mai in un momento così delicato di vita ha deciso di licenziarsi di corsa da un contratto a tempo indeterminato per passare a uno determinato? 2) le è stato assicurato che avrebbe rinnovato il contratto, ma a livello legale ne ha le prove? Poteva chiedere di verificare la possibilità di firmare prima il nuovo contratto con decorrenza dal giorno dopo la scadenza del contratto in essere, o quanto meno di scrivere una lettera di intenti in cui l'azienda si impegnava a rinnovare il contratto. Anche se di natura non vincolante poteva comunque utilizzarla per avere le prove. Poi ripeto, ciò non giustifica assolutamente il comportamento dell'azienda, ma senza prove scritte tutto questo tenderà a svanire nel nulla: l'azienda continuerà la sua operatività e la ragazza è rimasta senza lavoro.
Si è fidata perché la strazzer è una persona conosciuta, e sinceramente anch'io avrei date per buone le sue parole, quando si è così tanto visibili non pensi che poi potrebbero fare qualcosa che metta a rischio la loro immagine
1) nell'articolo lo dice, la flessibilità dell'orario lavorativo le avrebbe permesso di avere il tempo di prendere la bambina all'asilo e stare più tempo con lei. Dopodiché, possono anche esserci ulteriori motivazioni (stipendio più alto, ambiente di maggior interesse, possibilità di crescita, vicinanza della sede e chissà quante altre possibilità) che comunque in alcun modo influirebbero sul comportamento dell'azienda
2) viene specificato chiaramente all'inizio dell'articolo che il problema non sta nell'illegalità di quanto avvenuto.
Al punto uno le risposte possono essere tante. Magari pur avendo un lavoro stabile era distante da casa e sapeva che una volta rientrata a lavoro, avendo una figlia, quella distanza sarebbe stato un problema in più. Oppure lì dove lavorava non si trovava bene, o ancora non aveva orizzonte di crescita professionale o stimoli. Insomma, è vero che la logica ci direbbe “sei incinta, hai un indeterminato, resta dove sei e fine”, ma come diceva il mio maestro “con i se e con i ma, la storia non si fa”, avrà ponderato una scelta, magari anche sapendo di saper fare bene il suo lavoro e quindi non sentendosi a rischio con un determinato (anche se avesse avuto un tempo indeterminato appena assunta, è previsto un periodo di prova, durante il quale il contratto di lavoro può essere sciolto senza preavviso e senza motivazioni).
Al secondo, purtroppo anche se avesse chiesto di firmare il contratto prima, le avrebbero detto che la prassi è di firmarlo a determinato ultimato e fine. Sul versante legale le cose possono giocarsi su diversi fronti. Ad esempio, se l’HR che faceva pressioni per delle consegne mentre lei era in congedo lo ha fatto per vie scritte, sono casini per l’azienda (durante il
Che brutta storia. Veramente pessimi!
Scusate non conosco la storia tanto meno questa ditta, ma questo è un problema mio , naturalmente se così fosse sono indignato naturalmente dal lato umano, mentre ora dirò la solita frase da “ anziano “, ai miei tempi, anni 70, un sindacato degno di questo nome, avrebbe fatto un casino a livello nazionale, certo l’autorevolezza di Luciano Lama non te la regala nessuno , ma te la conquisti sul campo , tenuto conto difronte non avevi D’ Urso o Briatore , ma Andreotti Moro e Agnelli quello vero. Scusate .
Il problema è che qui non c’è nessuna legge violata. All’epoca c’erano più tutele per i lavoratori, adesso se uno ti vuole fregare mediamente ci riesce. E trovo veramente stressante doversi parare il c*lo in ogni interazione con colleghi e superiori
Molto triste 😢 e speranze zero.
Purtroppo nulla di nuovo, nel mio caso non si tratta di maternità ma di permessi 104 per assistere mio padre che è stato investito e diventato disabile al 100%. Cosa ovviamente inaccettabile per qualunque datore di lavoro. Nonostante risultati positivi tangibili e misurati, continuo a subire mobbing, pur cambiando lavoro, anche in ambienti che si professano "etici e di valore" a colloquio, ma poi si rivelano tossici come tutti. Ad oggi la mia conclusione è che sono tutti uguali, mi auguro un giorno di poter cambiare idea.
Che brutta storia per questa povera donna che ha lasciato un posto di lavoro stabile per essere assunta sostanzialmente come stunt pubblicitario. Sembra anche che sia stata abbastanza manipolata da loro, l’hanno illusa che fossero tutti amiconi quando le stavano preparando la porcata, e sono persino riusciti a convincerla che non sa fare il suo lavoro. L’atteggiamento di questa influencer e della sua azienda sembra ben rodato, sembrano tutti complici e viene il dubbio che lo abbiano già fatto con stagisti vari e abbiano “semplicemente” replicato con una donna incinta, che evidentemente per loro vale quanto uno stagista, se non meno, indipendentemente dalla sua esperienza. Dato che sono all’inizio della mia carriera lavorativa, mi porto a casa questa lezione: quello che fa fede è il contratto, non le promesse dette a parole. Anche se sembrano tutti simpatici e carini, finché non c’è il contratto le promesse valgono zero.
Successo anche a me: lascio il mio lavoro a tempo indeterminato per un posto più vicino a casa e con stipendio migliore ma a tempo determinato di 6 mesi perché l’azienda assumeva i nuovi con contratti di 6 mesi e poi rinnovo con l’indeterminato. Durante i colloqui ho ribadito più volte che lasciavo una sicurezza e loro hanno sempre detto che non c’erano problemi, che erano persone serie, ecc..
Passati i 6 mesi mi lasciano a casa dicendomi che non c’era budget per il rinnovo, e che si aspettavano altro da me.
Poi ho scoperto che hanno assunto una stagista senza laurea, per pagarla 1/3 rispetto a me.
Ho passato 6 mesi a casa in disoccupazione molto triste, avvilita e mi sentivo inutile in un mondo del lavoro che non mi voleva, perché essere donna, avere 30 anni e cercare lavoro fa veramente schifo.
Ma per caso i nuovi HR manager e CFO niente niente sono maschi?
Purtroppo la legge lo permette. Detto questo che schifo!!!! Il resto del mio pensiero non lo posso scrivere. 🤢